“Se vuoi fare un passo in avanti devi perdere l’equilibrio per un attimo.”

(Massimo Gramellini)

La Psicoterapia Cognitivo-Comportamentale è, allo stato attuale, uno degli orientamenti terapeutici più diffusi ed efficaci nel panorama della psicologia internazionale.

In questo approccio, il disagio emotivo viene spiegato ed analizzato alla luce di pensieri, emozioni e comportamenti. E’ proprio la presa di consapevolezza, da parte del paziente, di questa relazione complessa a giocare il ruolo terapeutico maggiore: nel momento in cui si comprende cosa (e come) si pensa, quali emozioni si provano e il modo in cui si agisce nel mondo, si può imparare a gestire tutte quelle situazioni che mettono in difficoltà.

Le caratteristiche della Psicoterapia Cognitivo – Comportamentale

  • Una definizione chiara, precisa e condivisa di quali siano gli scopi del trattamento. Lo strumento principale che si utilizza è il colloquio clinico, attraverso il quale si identificano le aree di sofferenza dell’individuo e gli obiettivi sui quali si andrà a lavorare INSIEME. Durante il percorso, si rivela molto utile la periodica valutazione dei cambiamenti sintomatologici e degli scopi del trattamento.
  • La collaborazione nell’identificazione di quali siano i pensieri, le emozioni e i comportamenti che generano malessere nel paziente e, secondariamente, nella modifica delle abitudini di pensiero/comportamento poco funzionali. Il paziente è parte attiva nel processo di cambiamento, viene invitato ad annotare tutti i pensieri che si presentano nel lasso di tempo tra una seduta e l’altra, ed incoraggiato a sperimentare modalità alternative di comportamento attraverso la pratica di veri e propri homework (compiti a casa) che lo aiutino anche nella regolazione emotiva.
  • Il lavoro è molto incentrato sul presente, sul “qui ed ora”, e su tutti quei comportamenti e pensieri che emergono nella quotidianità della persona. Si ritiene, tuttavia, altrettanto indispensabile la comprensione di “quando e dove” il paziente abbia imparato schemi, credenze su di sé, sugli altri significativi e sul mondo: ecco che anche l’esplorazione del passato può fornire moltissime informazioni e spunti di riflessione indispensabili per un positivo andamento della terapia.
  • Infine, una parte di lavoro fondamentale viene fatta sui vissuti emotivi del paziente. L’alfabetizzazione emotiva, ovvero l’acquisizione di un vocabolario emotivo condiviso, si rivela uno strumento indispensabile per il paziente che imparerà a porre attenzione al proprio mondo interno, acquisendo la capacità di riconoscere e distinguere le emozioni, con grande giovamento sulla sensazione di efficacia personale.
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